Dalla Pista alla Strada (sotto gli occhi del Gigante)

Il Culto del Gregario giunge alla quarta tappa, e si butta a capofitto sulla pista del Velodromo A.Pavesi di Fiorenzuola D’Arda per la 6 Giorni delle Rose. Un appuntamento importante per i pistard e vista l’affluenza di pubblico, anche per gli appassionati. Un giro al cospetto del Gigante, il Mont Ventoux, che domina la Provenza, ma non solo. Con la sua aura mitologica, domina i pensieri di tutti i ciclisti del mondo, che lo affrontano con rispetto e la giusta dose di inconscienza. E per finire l’essenza del ciclismo, bici da pista in un circuito cittadino, alla seconda edizione della Crit Agostoni a Lissone.

  • Tra Omnium, Madison, Keirin e Velocità: La 6 Giorni delle Rose!

 

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  • Al cospetto del Mont Ventoux, un pellegrinaggio laico fino alla vetta della salita più iconica del mondo.

 

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  • E poi si torna in gara, con le bici da pista, senza freni tra le strade della Brianza: la 2° edizione della Crit Coppa Agostoni Cinelli a Lissone

 

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Buona Lettura.

Il Culto del Gregario | 04

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Speciale Belgio: Classiche del nord

Il Culto del Gregario giunge alla terza tappa, e arriva in Belgio. Una terra che agli italiani ha sempre regalato molte emozioni, e tantissima fatica. Solo gli italiani, infatti, hanno saputo tenere il passo dei belgi, come numero di vittorie. Dietro i padroni di casa, ci siamo noi. Con protagonisti assoluti, come Moreno Argentin, un vero specialista, ma anche con zampate di esperienza, come quella di Dino Zandegù.

  • Questo giro del Belgio, parte dalle Fiandre e la Ronde van Vlandeeren, con il pavè e le sue salite brevi e terribili.

 

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  • Poi andiamo in territorio francofono, per la Freccia Vallone, la sorella minore delle classiche del Belgio, ma con un finale sul Muro di Huy che fa sempre tremare le gambe.

 

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  • E infine chiudiamo con la Decana, la Liegi-Bastogne-Liegi, una gara che fa parte delle 5 classiche monumento, una gara che spreme ogni singola energia dai ciclisti. La prova più dura di tutte, forse.

 

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Buona Lettura.

Il Culto del Gregario | 03

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Grandi Classici

Con il secondo numero de ICDG proviamo a raccontarvi dei classici. Grandi classici del ciclismo come le gare che aprono e (quasi) chiudono la stagione, e grandi classici intramontabili come le biciclette in titanio che hanno fatto la storia del ciclismo.

  • Iniziamo con la partenza della Milano-Sanremo sotto una pioggia battente e un freddo inusuale, la carovana delle grandi squadre si mette in strada verso il mare.

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  • Siamo entrati nel regno del titanio, dove da decenni si saldano i telai Passoni, con la stessa maestria di un tempo, con la stessa cura dei dettagli, con la stessa sconfinata passione.

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Buona lettura.

Il Culto del Gregario | 02

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Anno nuovo, numero nuovo

Finalmente ce l’abbiamo fatta! Ecco il nuovo numero de Il Culto del Gregario.

L’avevamo detto sin dall’inizio che avremmo cercato di essere puntuali, non ci siamo proprio riusciti ma ormai ci siamo. Dopo l’uscita a settembre con il numero Zero, eccoci finalmente al numero Uno, alla prima tappa di quello che speriamo sia un lungo giro. Quindi, iniziamo il 2015 raccontandovi anche questa volta 3 storie di ciclismo:

  • siamo stati all’ultima tappa del Giro Rosa 2014, giusto in tempo per vedere proclamata vincitrice l’olandese Marianne Vos dopo le fatiche dell’arrivo in salita alla Madonna del Ghisallo. Tutt’altro che una tappa di circostanza!

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  • siamo tornati alla Red Hook Criterium di Milano, Bovisa e ci siamo fatti raccontare da chi le ha vissute tutte quali sensazioni si provano durante le qualificazioni e nei momenti cruciali della gara. Non perdetevi l’intervista con Riccardo Volpe.

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  • infine eravamo all’inagurazione della mostra “Campionissimo Me” di Riccardo Guasco, l’illustratore alessandrino che ha creato l’immagine de La Mitica e non solo,  che celebra i 55 anni dalla scomparsa di Fausto Coppi. Dove? Ma al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure ovviamente!

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L’idea è quella di rivederci tra circa tre mesi, intanto…

Buona lettura!

Il Culto del Gregario | 01

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Red Hook Criterium, Bovisa 2014

Anche quest’anno abbiamo assistito alla RedHookCriterium, la terza ed ultima tappa del campionato. Dopo Brooklyn, NY e Barcelona è stata la volta di Milano, Bovisa. Anche quest’anno, come nel 2013, le emozioni sono state tantissime per noi che guardavamo. Nemmeno si possono immaginare per i ragazzi che correvano con le loro bici senza freni. La giornata è grigia e umida, minaccia pioggia ad ogni minuto, ma per fortuna resta solo una minaccia. Solo qualche goccia poco prima della gara, ma nessun acquazzone a rovinare la giornata. Durante le qualifiche si capisce da subito che sarà una gara tosta. Il tempo sul giro si abbassa notevolmente, nonostante le condizioni dell’asfalto penalizzino un po’ il grip. Numerose le cadute, l’ambulanza entrerà nel percorso diverse volte per soccorrere chi è andato a sbattere. Una curva in particolare si rivelerà fatale per alcuni, ripetendo la stessa scena per almeno una paio di volte. Lo scorso anno si era messa di mezzo l’illuminazione pubblica, per cui ci si era dovuti arrangiare con i fari delle macchine per illuminare una parte del tracciato altrimenti al buio. Quest’anno i numerosi interventi dell’ambulanza hanno fatto slittare le sessioni di qualificazione e di conseguenza tutto il programma. La prevista sessione della “Last Chance Race” per inserire altri 10 concorrenti alla lista degli 85 già qualificati viene cancellata. Partiranno quindi i primi 95 classificati.  Come lo scorso anno tocca a Luciano Berruti, in perfetta tenuta “eroica” a fare il giro d’onore che apre la competizione. Da quest’anno le ragazze corrono con una gara a parte, la differenza di potenza e velocità è ancora troppa. In gara con i maschi le condizioni sarebbero troppo sbilanciate, per cui ci sembra una saggia decisione. Delle 17 partenti, solo 10 arriveranno a pieni giri. Vince Duban Ash con il tempo di 36:12.53 per i 18 giri di gara. Poi partono gli uomini. Già dalla sessione 1 di qualificazione, si capiva che la gara sarebbe stata intensa. I 30 minuti disponibili per la qualifica erano stati spezzettati a causa delle cadute, ma quando hanno potuto girare si poteva sentire, con una manciata di  secondi di anticipo, il rombo di fondo provocato dallo spostamento d’aria delle bici lanciate in velocità. Molti hanno delle gran gambe e spingono forte, chi non riesce a mantenere frequenze altissime e spingere rapporti durissimi, si butta a capofitto nelle traiettorie più tese, senza mai mollare la pedalata. È nella curve a tutta che molti fanno la differenza, nel trovare la traiettoria che sembra impossibile, che molti recuperano decimi di secondo. In gara i giri saranno 24 e bisognerà spingere il rapporto senza mollare mai. La velocità di percorrenza in curva, la potenza in rettilineo e il disegno delle traiettorie resta uno degli spettacoli più belli da vedere per un appassionato di ciclismo. Nessuno si tira indietro, anche chi viene doppiato ce la mette davvero tutta. Dopo aver girato tutto il pomeriggio lungo il percorso, decidiamo di metterci alla curva di via Negri, secca a 90 gradi, con successivo rettilineo in cui si sentirà – letteralmente – quanta forza si può applicare a una coppia di pedali. Il rumore della catena e il vento generato dalle ruote sono da brividi. Saranno in 63 ad arrivare a pieni giri. Vince Grosu, come aveva vinto lo scorso anno. Vince in 41:58.71, per 24 giri, pari a km 26.5. Il calcolo della velocità media lo lasciamo fare a voi! Alla testa del campionato 2014 invece Thibaud Lhenry e Ainara Elbusto Arteaga.

Come nel Numero Zero, anche nella prossima uscita torneremo a parlare di Red Hook Criterium. Continuate a seguirci!


Numero zero – Prologo

Il Culto del Gregario è una rivista di ciclismo.

Vorrebbe essere un trimestrale, ma non sa se ci riuscirà. Quello che è certo è che si parlerà di biciclette. Sarà una rivista devota al ciclismo. Totalmente devota. Ci entusiasmiamo per le grandi imprese, per le piccole imprese e persino per le congiunzioni di un vecchio telaio in acciaio. Il Culto del Gregario raccoglie tre passioni: una è scontata, le altre sono la fotografia e l’editoria. Avevamo un po’ di materiale e un po’ di idee in testa e abbiamo deciso di provare a mettere tutto insieme. In ogni numero vorremmo raccontare il ciclismo per immagini, con pochi testi, poche parole. Lasciare quasi tutto lo spazio al momento agonistico, ai volti, alla fatica, alla bellezza dei mezzi, dei materiali, dei colori, delle cromature. Vi racconteremo di oggi, ma anche di ieri. Dalle gare urbane in città, ai tracciati degli anni ’30 del Tour.

Il Culto del Gregario nasce anche da alcune riflessioni, su uno sport di squadra  – l’unico – dove alla fine vince uno solo. Nasce da una forma di riconoscimento, nasce da tante storie che si sono intrecciate e sedimentate nel tempo e che qui proveranno a trovare il loro posto. Nasce dalla voglia di dare, per una volta, la prima pagina a chi non vince (quasi) mai.

Buona lettura.

In questo numero:

un pezzo di storia del ciclismo, il Velodromo Vigorelli

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fango e fatica, il Ciclocross

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senza freni nella periferia urbana, la Red Hook Criterium.

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Questo è il Numero Zero (Prologo).

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