Piede a terra

Il roadmap adesivo invece non c’è. Si sarà perso, non sarà stato inserito nella borsa per qualche motivo, per errore. Forse è un segno, non devo andare.

La seconda volta

Ore 5:00. La sveglia suona che è ancora buio. Mi alzo rapidamente, come faccio sempre in queste situazioni. Mi alzo e mi vesto. Qualche ora prima ho sistemato tutto, ho scelto le calze, i pantaloncini, la maglia intima, il jersey rosso e grigio, la maglia della nostra squadra. Le previsioni meteo sono incerte, metto il naso fuori dalla finestra. Si vedono delle nuvole nel cielo ancora scuro. Speriamo bene, penso. Scendo a fare colazione e incrocio altre 4 anime perse, come me. Ognuno con il proprio rituale, fatto di yogurt e muesli o acqua calda e porridge. Io mi limito …

2000, into my arms

L’ultimo sforzo. L’arrivo. Le maglie rosse. Visi che conosco bene. Sono tutti già arrivati. Mi aspettano. Taglio il traguardo. Sgancio i pedali e mi piego in avanti. Quasi piango. Per la stanchezza, per la fatica, per la gioia.

Un mondo diverso: Wonderful Losers

La macchina da presa inquadra il viso, concentratissimo, in primo piano. Sentiamo il rumore in sottofondo del pubblico, intuiamo che qualcosa sta per succedere. Sembra durare tutto tantissimo, ma nella realtà non saranno più di 90 secondi. Gli occhi dell’uomo della Giant si fanno sempre più attenti, l’inquadratura si allarga leggermente e riusciamo a vedere il suo braccio destro, teso, nella mano una musette con i rifornimenti. Il rumore della folla cresce, si sentono i clacson, le sirene. Stanno arrivando. In un tratto rettilineo, quasi sicuramente a più di 40 km/h, bisogna individuare i propri atleti, consegnare loro i rifornimenti …

Raggi & Miraggi

La prima domenica di marzo. C’è il sole, la temperatura è alta. Primoz Roglic ha conquistato l’UAE Tour nel Golfo Persico, tra qualche ora inizieranno le classiche del nord con la Omloop Het Nieuwsblad e forse è ormai tempo anche per noi di iniziare a testare qualche salita vera.

Standing in the rain: la Vigorelli-Ghisallo 2018

Vado in bicicletta da meno di un anno. Vado piano in discesa, vado piano in pianura, vado piano in salita. Sono lento ad agganciare i pedali, quando prendo le barrette dalla tasca posteriore, una su due mi cade per terra. Non sono nemmeno più tanto giovane. Di certo non sono un fenomeno della bicicletta, ma ieri alla Vigorelli Ghisallo c’ero anche io. Ho avuto freddo, sentivo l’acqua scorrere ovunque, nelle scarpe, sulla schiena. In certi momenti non vedevo quasi niente, tante erano le gocce sulle lenti dei miei occhiali da vista. Ho sentito le gambe durissime, legnose, ho avuto paura …

Il Gigante

Il Gigante della Provenza. Il Monte Calvo. Il Mont Ventoux. Comunque lo si chiami, incute sempre un profondo timore reverenziale. Quando riesci a scorgerlo, già a qualche kilometro di distanza, ti vengono in mente tappe storiche e ciclisti intrepidi. Tappe che hai vissuto vedendole in TV o di cui hai letto, protagonisti che hanno realizzato un’impresa o che, al contrario, sono usciti sconfitti dalla sfida. Il monumento dedicato a Tom Simpson, campione britannico che morì a poche centinaia di metri dalla vetta, è lì a testimoniarlo. Percorrere la strada che porta alla cima ricorda i grandi santuari europei come Fatima …

Vita da Pistard

“[…] e le Sei Giorni. A Montreal si correva nello stadio dell’hockey, due rettilinei e due virgole come curve, lì s’imparava alla svelta, e chi non imparava, volava via. La prima sera me lo vedo ancora, De Lillo, che volava sopra i tavoli.” Giovanni “Vanni” Pettenella (da un articolo di Marco Pastonesi) Non sono più gli anni in cui il sabato sera in TV andavano in onda le sfide di Maspes e Gaiardoni. Non c’è più quell’alone mitico che circondava le grandi kermesse su pista. Ma una volta che rimetti piede dentro un velodromo per una Sei Giorni, non puoi …

Le Pietre del Nord

“Per un belga, vincere il Fiandre per la prima volta è molto più importante che indossare la Maglia Gialla al Tour” – Johan Museeuw La prima delle Grandi Classiche del Nord, il Giro delle Fiandre. I Muri ripidissimi e il pavè sotto le ruote che non ti danno un attimo di tregua. 250 kilometri di sofferenza sulle continue salite, spesso con un tempo avverso, sotto la pioggia, al freddo. Il 25 maggio 1913 sulla linea di partenza ci sono 37 corridori, pronti ad affrontare 330 kilometri. Con una breve pausa dovuta alla Grande Guerra, è l’unica gara ad essere stata …